Bottino di libri, Recensioni

Stephen King per novizi

Ormai credo siano pochissime le persone che, almeno per sentito dire, non sappiano chi sia Stephen King, uno dei più prolifici scrittori in attività. Ma iniziamo sfatando un mito: King non è uno scrittore di libri horror. Si tratta, al contrario, di uno scrittore che affronta generi diversi pur mantenendo un alone di mistero che caratterizza le sue storie. Ma vi dirò di più: King non è neppure un romanziere per ragazzini, sebbene sia innegabile che i suoi lavori migliori siano incentrati sulla crescita e la formazione dei protagonisti.

Per quanto riguarda i titoli della lunga bibliografia di questo scrittore, It è probabilmente il suo libro più noto, nonché un perfetto esempio del suo lavoro. Quest’opera è stata scritta in un periodo della sua vita particolarmente ispirato e racconta le vicende di un gruppo di amici che, a fatica, cerca il suo spazio in una società che li respinge. I protagonisti sono infatti etichettati come strambi e perdenti, ma il punto di vista usato è adulto e freddo, a volte addirittura spietato. Infatti, la descrizione lascia ampio spazio alla durezza di certe scene, senza censurare nulla. Dal sesso ai pensieri più scomodi che passano per la testa dei ragazzi, dai mostri ai predatori: tutto si presenta esplicitamente davanti agli occhi dei lettori. I carnefici sono spesso nascosti tra la folla, irriconoscibili tra i molti.

Per quel che riguarda l’ambiente, invece, questo viene plasmato ad hoc dai ricordi di King che descrive spesso e volentieri il suo passato con grande nostalgia. Tale nostalgia, però, non è priva di critiche. King infatti mescola la malinconia a duri rimproveri nei confronti di quell’America degli anni ‘50 che l’ha visto crescere. Non risparmia critiche neanche verso la società statunitense contemporanea, più alienante e fredda. Uno dei luoghi cardine delle ambientazioni dei suoi libri è il suo amato Maine che non perde mai occasione di citare e di descrivere minuziosamente usandolo come palcoscenico dei suoi libri. Inventa così la misteriosa città di Castle Rock, abitata da persone con una storia ed un passato spesso ingombranti e che sembrano essere arrivate in quel luogo come per mano di una forza superiore. Sensazione questa spesso presente nelle creazioni di King. Un esempio è rappresentato dal romanzo L’uomo in nero che, con diversi nomi, a seconda delle opere, incarna la forza motrice dell’oscurità, qualcosa di immutabile nel tempo e di immortale. Un principio enigmatico che, per quanto si possa sconfiggere, non si potrà mai eliminare per sempre, perché parte della natura stessa dell’uomo.

Ad ogni modo, ci sono anche delle critiche da muovere nei confronti dei lavori di King. Nonostante la grandiosità dello scrittore nel creare un’atmosfera quasi magica e coinvolgente grazie alla ricchezza dei dettagli, spesso egli si perde in finali frettolosi e non perfettamente coesi al resto della storia. Un caso piuttosto evidente è The Dome, romanzo che si apre con un incipit straordinario, carico di pathos, e che diventa prova magistrale di tecnica da parte dello scrittore. In quest’opera, infatti, King riesce a gestire un numero incredibile di personaggi che lavorano all’unisono come membri di un’orchestra perfettamente accordata fino all’epilogo della storia. Arrivati alla conclusione, però, sembra che l’autore non avesse molte idee riguardo a come terminare un’opera dalle proporzioni così epiche.

In conclusione, e in tutta onestà, devo ammettere di essere un suo grande fan, e quindi non posso fare a meno di spingervi ad affrontare questo autore privi di pregiudizi. King fa quello che ogni buon scrittore dovrebbe fare: far vivere mille vite attraverso le parole dei personaggi. Così, verrete incarcerati ingiustamente a Shawshank e spinti a lottare per la vostra libertà; troverete i migliori amici che vi possano capitare in una giornata d’estate camminando lungo i binari di un treno nel racconto Il corpo; scoprirete la vostra forza interiore con la piccola Trisha in La bambina che amava Tom Gordon, e, infine,  attraverserete il miglio verde con un angelo.

Ogni libro di King è un viaggio e la persona che troverete alla fine della storia non sarà mai la stessa che avete conosciuto all’inizio. E dovergli addio, credetemi, non sarà facile.

Francesco Pietrafesa

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